Iscrizioni in latino nella città universitaria

A cura di Leopoldo Gamberale

Premessa

Ad ogni studente di lettere che, anche occasionalmente, abbia osservato gli edifici dell’Università, è certamente capitato di leggere almeno qualcuna delle numerose iscrizioni in latino che adornano, a volte insieme a rilievi, le facciate di alcune Facoltà e del Rettorato. Non è parso perciò inutile fornire ai frequentatori del Dipartimento di Filologia greca e latina una breve illustrazione di questi testi.

Nel 1935 fu inaugurata la nuova sede dell’Università di Roma "La Sapienza". Il progetto era stato affidato a Marcello Piacentini col quale collaborò un gruppo di architetti; la realizzazione fu il nucleo dell’attuale Città Universitaria, che doveva rispondere a esigenze di immagine volute dal governo e avere perciò un’accentuata monumentalità. Fra gli aspetti minori, ma non indifferenti della realizzazione, va considerata la presenza di epigrafi in latino collocate su alcuni degli edifici principali, secondo un vero e proprio programma che rispondeva fra l’altro al criterio di rivalutazione della civiltà romana come modello non solo da imitare ma da considerare fondante dei valori del presente. In questo senso l’uso del latino era anche, come è ben noto, uno strumento di propaganda.

Il compito di provvedere alla redazione delle iscrizioni, limitatamente ai nrr. 1-9, fu affidato al prof. Vincenzo Ussani, ordinario di Letteratura latina nella Facoltà di Lettere e Filosofia, che nella maggior parte dei casi ricorse a citazioni da alcuni autori classici fra quelli a lui più cari, Cicerone Orazio Lucano, con minimi adattamenti.

Le iscrizioni attualmente presenti nella Città universitaria vanno comunque divise in due gruppi, il primo dei quali (nrr. 1-9) risale al 1935, con la parziale eccezione della nr. 1, rimaneggiata dopo la guerra; il secondo gruppo è costituito dalle iscrizioni della Cappella Universitaria, realizzate, insieme con il completamento della Cappella stessa, nel 1948, e consistenti nella massima parte in citazioni dalla Scrittura, anche in questo caso con qualche limitato adattamento.

Ho trascritto, dopo averlo personalmente ricontrollato, il testo di tutte le iscrizioni; per ognuna ho rispettato l’impaginazione e la grafia dell’originale; di ognuna do una traduzione e, ove possibile, l’indicazione delle fonti e i termini dell’adattamento. Dove non è diversamente indicato, la traduzione proposta è mia. Per le citazioni scritturistiche della Cappella Universitaria il testo di riferimento è sempre la Vulgata, e di conseguenza anche le traduzioni sono secondo la Vulgata. Anzi, tranne qualche piccolo ammodernamento grafico, le traduzioni sono di G. Bonaccorsi e G. Mezzacasa, tratte dalla Bibbia curata da G. Ricciotti, Firenze [Salani] 1940, perché quella traduzione riflette l’interpretazione corrente all’epoca, e dunque molto probabilmente il significato che fu dato ai testi quando vennero iscritti. In tutti i casi, sia le più recenti traduzioni condotte, come si afferma, "sui testi originali", sia la versione greca dei Settanta presuppongono testi diversi, a volte in misura consistente; perciò né il testo greco né le traduzioni più recenti si possono prendere, di norma, come utili termini di riferimento.

Per quanto riguarda l’esecuzione materiale delle epigrafi, i nrr. 1, 2 e 17 sono incisi, il n. 18 è dipinto; tutte le altre iscrizioni sono in rilievo. Come addenda sono riportati il messaggio che l’Università diffuse per l’inaugurazione della nuova sede, messaggio firmato dal Rettore ma composto dal prof. Ussani (vd. n. 3), e la bolla di fondazione dell’Università di Roma, emanata da Bonifacio VIII il 20 aprile 1303.

 

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